Ci sono tanghi che parlano dell'amore perduto, altri che raccontano la milonga, il quartiere, la madre lontana. E poi c'è Volver, che parla di una cosa più sottile e più universale: la paura del tempo che passa e l'illusione che tornare in un luogo significhi tornare a chi eravamo. Carlos Gardel e Alfredo Le Pera scrivono qui uno dei tanghi più amati di sempre, in una notte in cui un uomo torna alla sua città dopo vent'anni e scopre che il vero ritorno, quello a se stesso, è impossibile.
Il significato
Il protagonista di Volver è un uomo che torna alla sua città natale dopo vent'anni di lontananza, con i capelli ormai imbiancati e l'anima pesante. Non è una canzone d'amore, ma una meditazione sul tempo: la celebre frase "que veinte años no es nada" — che vent'anni non sono niente — non è una consolazione, è un'amara constatazione. La memoria è viva, la nostalgia "punge il cuore", ma chi torna sa di portare con sé una paura: quella di incontrare il passato e di dover fare i conti con tutto ciò che si è perso.
La storia
Volver nasce nel 1934 a New York, durante uno dei soggiorni nordamericani di Gardel. La musica è di Carlos Gardel, il testo di Alfredo Le Pera: il sodalizio creativo che in pochi anni avrebbe prodotto anche El día que me quieras, Cuesta abajo, Mi Buenos Aires querido e Por una cabeza. Il brano fa parte del film El día que me quieras, prodotto dalla Paramount e girato negli studi di Astoria, Long Island, dove Gardel lo interpreta in una scena diventata iconica.
La prima registrazione discografica risale al 20 marzo 1935, con Gardel accompagnato dall'orchestra diretta da Terig Tucci. Pochi mesi dopo, il 24 giugno 1935, Gardel sarebbe morto a Medellín nello schianto del suo aereo: Volver diventava così, suo malgrado, una delle ultime opere del cantante più amato d'Argentina, e i suoi versi sul tempo che fugge e sul ritorno impossibile assumevano un significato profetico che ancora oggi commuove chi lo ascolta.
Alfredo Le Pera — Il poeta del tango di Gardel
Nato a San Paolo del Brasile nel 1900 da genitori italiani e cresciuto a Buenos Aires, Alfredo Le Pera fu giornalista, drammaturgo e sceneggiatore prima di diventare il paroliere di fiducia di Carlos Gardel. La loro collaborazione, iniziata nel 1932, durò appena tre anni ma generò il canone definitivo del tango canción: testi colti ma popolari, malinconici senza essere lacrimosi, capaci di trasformare la lingua quotidiana di Buenos Aires in poesia. Le Pera morì insieme a Gardel nel disastro aereo di Medellín del 24 giugno 1935: aveva 34 anni e in soli trentasei mesi aveva scritto i versi di alcuni dei tanghi più celebri della storia.
Testo e traduzione
| Español | Italiano |
|---|---|
| Strofa 1 | |
| Yo adivino el parpadeo | Indovino il tremolio |
| de las luces que a lo lejos | delle luci che in lontananza |
| van marcando mi retorno. | stanno segnando il mio ritorno. |
| Son las mismas que alumbraron | Sono le stesse che illuminarono |
| con sus pálidos reflejos | con i loro pallidi riflessi |
| hondas horas de dolor. | ore profonde di dolore. |
| Y aunque no quise el regreso, | E anche se non volevo il ritorno, |
| siempre se vuelve al primer amor. | si torna sempre al primo amore. |
| La quieta calle donde el eco dijo: | La via silenziosa dove l'eco disse: |
| "Tuya es su vida, tuyo es su querer", | "Tua è la sua vita, tuo il suo amore", |
| bajo el burlón mirar de las estrellas | sotto lo sguardo beffardo delle stelle |
| que con indiferencia hoy me ven volver. | che oggi indifferenti mi vedono tornare. |
| Ritornello | |
| Volver, | Tornare, |
| con la frente marchita, | con la fronte appassita, |
| las nieves del tiempo | le nevi del tempo |
| platearon mi sien. | hanno argentato la mia tempia. |
| Sentir, | Sentire, |
| que es un soplo la vida, | che la vita è un soffio, |
| que veinte años no es nada, | che vent'anni non sono niente, |
| que febril la mirada | che febbrile lo sguardo |
| errante en las sombras | errante nelle ombre |
| te busca y te nombra. | ti cerca e ti chiama. |
| Vivir, | Vivere, |
| con el alma aferrada | con l'anima aggrappata |
| a un dulce recuerdo, | a un dolce ricordo, |
| que lloro otra vez. | che piango ancora una volta. |
| Strofa 2 | |
| Tengo miedo del encuentro | Ho paura dell'incontro |
| con el pasado que vuelve | con il passato che ritorna |
| a enfrentarse con mi vida. | a confrontarsi con la mia vita. |
| Tengo miedo de las noches | Ho paura delle notti |
| que pobladas de recuerdos | che, popolate di ricordi, |
| encadenan mi soñar. | incatenano il mio sognare. |
| Pero el viajero que huye, | Ma il viaggiatore che fugge, |
| tarde o temprano detiene su andar. | prima o poi ferma il suo cammino. |
| Y aunque el olvido, que todo destruye, | E anche se l'oblio, che tutto distrugge, |
| haya matado mi vieja ilusión, | ha ucciso la mia vecchia illusione, |
| guardo escondida una esperanza humilde, | conservo nascosta un'umile speranza, |
| que es toda la fortuna de mi corazón. | che è tutta la fortuna del mio cuore. |
Ascolta la versione originale di Carlos Gardel con l'orchestra diretta da Terig Tucci (1935): Volver — Carlos Gardel su YouTube.
